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Giovedì 02 Maggio 2013 18:00

Assemblea ordinaria degli azionisti Cassa di Risparmio di Ferrara

30/04/2013

 

Intervento di Mauro Fanan, VicePresidente dell’Associazione di Piccoli Azionisti della Cassa di Risparmio di Ferrara “Azione Carife”

 

Buongiorno a tutti,

rappresento "Azione Carife", che è l'Associazione degli azionisti dipendenti della Cassa di Risparmio di Ferrara.

Nel nostro intervento dello scorso anno ponevamo l’attenzione su due aspetti, ovvero sulla crescita dei ricavi e sull’andamento del portafoglio crediti. In merito al primo punto riscontriamo un buon miglioramento, pur rilevando che esso non è completamente strutturale poiché legato a proventi finanziari che hanno beneficiato di una contingenza particolarmente favorevole, e che quindi non è detto saranno ripetuti in questi termini anche in futuro. Sul secondo aspetto, l’andamento del portafoglio crediti, rimane molto da fare, anche se, in assenza di una ripresa economica globale, difficilmente potremo aspettarci un miglioramento rilevante.

Dopo la fusione delle ex banche controllate e la prossima cessione di Banca Farnese, riteniamo che la banca debba focalizzarsi sulle proprie attività tradizionali ma ricercando nuove e migliori capacità di servizio alla Clientela, affiancando ad un modello di business meramente distributivo anche una nuova capacità di aiutare i Clienti sfruttando le competenze gestionali interne, sviluppando maggiori sinergie con altri attori interessati allo sviluppo locale come le Associazioni di Categoria, creando progetti comuni di diffusione della conoscenza e per la crescita del territorio.

Le notizie di stampa riportano l’esigenza di un intervento per ottemperare ai requisiti normativi di un adeguato valore di TIER1. Tra le varie opzioni radicali possibili, a nostro avviso la soluzione preferibile è la cessione di Commercio e Finanza. Se si dovesse però andare nella direzione di ricerca di un partner, date le conseguenze rilevanti e trasversali che il suo ingresso potrebbe comportare, chiediamo ciò avvenga coinvolgendo preventivamente anche le rappresentanze dei Piccoli Azionisti, nel rispetto dei diversi ruoli e dell’interesse comune.

Il consolidamento organizzativo conseguente alle operazioni straordinarie del 2012 non può prescindere da un continuo e attento monitoraggio del clima interno dei dipendenti, che deve essere a nostro avviso un indicatore sul quale misurare le performance del management e quindi introdotto nelle politiche di remunerazione. In questo senso, noi voteremo favorevolmente su quasi tutti i punti all’ordine del giorno, ma non al punto 5 – politiche di remunerazione, sul quale ci asterremo. Non voteremo contro perché tale Regolamento è stato redatto con una filosofia di base condivisibile, ovvero che la remunerazione variabile viene erogata quando le condizioni aziendali lo consentono. Tuttavia, durante il 2012, ovvero dopo ben tre anni di perdite consecutive e prima della chiusura dell’esercizio che ne avrebbe riportato una quarta ancora maggiore, sono stati erogati oltre 400mila euro come compensi variabili, evidenziando tra questi ben 100.000 euro come clausola di “buon ingresso”, una indennità a titolo di stabilità del contratto di lavoro e dieci benefit individuali. Questa interpretazione del Regolamento non è accettabile, e legittima le richieste economiche delle organizzazioni sindacali. Per la nostra Associazione quando ce n’è, ce ne deve essere per tutti, ma quando non ce n’è, non ce ne deve essere per nessuno. Nel Regolamento vi sono poi ulteriori aspetti negativi - forse ancora più rilevanti – ma su di essi ci confronteremo con la Banca secondo le modalità previste dal Regolamento stesso.

Ci asterremo anche sul punto 4 (determinazione del compenso globale per il Consiglio di Amministrazione). Esprimiamo il nostro apprezzamento alla Fondazione, i cui vertici si sono ridotti gli emolumenti dell’80%. Dato che negli ultimi quattro anni la Cassa ha conseguito una perdita cumulata di oltre 250 mln di euro, invitiamo il nuovo Consiglio di Amministrazione della banca a seguire l’esempio della Fondazione, di cui sono in gran parte rappresentanza.

Il CdA entrante dovrà anche valutare l’opportunità di continuare a mantenere separata la struttura di Carife Sei, nata per fruire di benefici fiscali che, con la fusione delle controllate, sono ormai venuti a decadere.

Evidenziamo inoltre la necessità che si ponga rimedio ad una situazione che, come dipendenti, riteniamo non più accettabile. In banca è vigente una delibera che vieta l’assunzione dei parenti dei dipendenti. Noi chiediamo che venga abrogata: i nostri figli devono avere la possibilità di essere valutati come tutti gli altri. Non vogliamo nessun privilegio, ma non possiamo più tollerare questa vera e propria discriminazione. Ricordiamo peraltro che, pur trattandosi di una banca locale, non c’è nemmeno un top manager di crescita interna.

Siamo tutti in attesa del verbale ispettivo dell’organo di vigilanza, che rappresenta per definizione un momento di valutazione oggettiva delle capacità gestionali della banca. Su di esso sarà opportuno che tutte le associazioni di azionisti, noi compresa, siano messe in condizione di fare le proprie valutazioni e trarre le indicazioni utili a perseguire una sana e prudente gestione aziendale.

Concludiamo ringraziando il Cda uscente e formulando i nostri migliori auspici al Cda entrante, con il quale vogliamo intraprendere una collaborazione più intensa rispetto al passato, con la consapevolezza che i momenti di difficoltà si superano rimanendo uniti ed ascoltando tutti gli attori, soprattutto quando si è consapevoli che si dovranno affrontare scelte importanti, forse determinanti, per il futuro della Banca.

 Grazie.

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